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Paesani e Contadini
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- Data pubblicazione: 29/04/2010
- In questo frammento della signora Rosa Casagrande, di Castel Colonna, viene descritto un aspetto della vita quotidiana, che ci fornisce alcuni indizi su una delicata questione: il rapporto tra paesani e contadini.
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Andare a fare compere, o più semplicemente al mercato, era qualcosa di abituale, non suscitava particolari reazioni. Era una occasione non solo l'occasione per effettuare vendite di pollame o di conigli per acquistare col ricavato le piccole cose che servono per la casa. Era anche una occasione per socializzare, per conoscersi e fare due chiacchiere. Del resto il tempo dedicato allo spostamento, spesso a piedi, giustificava l'atto di intrattenersi per alcuni scambi di battute. E' proprio in occasioni come queste che, ad esempio, le famiglie contadine vengono a conoscenza degli eventi bellici, dell'avvicinarsi del fronte nel 1944. Ma non è sempre così, in altre occasioni alcuni luoghi del paese sono preclusi ai contadini, i teatri ad esempio. Pur non esistendo un divieto esplicito c'era una tradizione effettivamente operativa e interiorizzata dai contadini stessi. Analogo discorso riguarda bar o osterie di paese, che per convinzione diffusa non erano nella sfera di movimento dei contadini, i quali dovevano recarsi al massimo nelle osterie di campagna, meglio ancora nelle stalle o nei capanni improvvisati per i balli di carnevale. Questa tendenza, con alcune differenze territoriali è piuttosto diffusa nella realtà mezzadrile.
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