La dote e l'uva.

La dote e l'uva.
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  • Data pubblicazione: 03/06/2010
  • Olindo Bartera accenna a due episodi distinti: l'usanza di conferire la dote in occasione del matrimonio e la sua esperienza di assessore al Comune di Corinaldo negli anni Sessanta.
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Olindo Bartera è stato contadino prima e commerciante poi.
In questo frammento viene narrata l'usanza di conferire una dote quando si sposava una figlia. Ciò determinava un impegno economico rilevante.
Nella parte finale del video c'è un accenno a come si svolgeva la funzione di assessore, regolata non in base a un settore, ad esempio i servizi sociali o l'urbanistica, bensì in relazione alla contrada di appartenenza.
Si tratta di un preciso retaggio della civiltà mezzadrile, caratterizzata da peculiari modalità organizzative del lavoro nelle campagne che implicavano, tra l'altro, una intensa reciproca collaborazione tra coloro che abitavano nei poderi vicini, soprattutto in occasione delle grandi faccende, come la mietitura. Se all'intenso rapporto col vicinato si sommano altri fattori, come la scarsità di mezzi di trasporto - al massimo una famiglia contadina possedeva una bicicletta - diventa chiara la presenza di un forte senso di appartenenza al proprio territorio, nel senso immediato e concreto del termine.
Non stupisce quindi anche anche la struttura dell'amministrazione comunale, negli anni Sessanta, fosse ancora improntata a questo tipo organizzazione sociale, dove il radicamento alla terra era un fattore culturale fondamentale.
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