Una usanza pasquale.

  • Data pubblicazione: 24/04/2011
  • Visitare i "Sepolcri" era una usanza, oggi scomparsa, la cui conoscenza viene data per scontata dai nostri anziani interlocutori, mentre molti oggi non sanno di cosa si tratta.
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I “sepolcri” meritano una notazione particolare. Consistevano in piccole piante, in genere cereali o legumi – grano, cicerchia, favino, ed altri vegetali analoghi – che venivano coltivati al buio, durante la Quaresima, sotto un recipiente rovesciato o in un ambiente buio. In questo modo crescevano gialli o biancastri e acquisivano forme inusuali in quanto, in assenza di luce, non si sviluppavano verso l’alto, ma si espandevano orizzontalmente in modo irregolare, di volta in volta diverso. La procedura cominciava all’inizio della Quaresima. Il giovedì santo venivano esposti nelle chiese e disposti sull'altare dove era custodita l'Eucarestia, con una configurazione che richiamava la forma di un sepolcro. Erano oggetto di ammirazione, andarli a visitare era una usanza molto praticata. Intere famiglie, fino agli anni Cinquanta e anche oltre, si spostavano a piedi per andare a vedere questa attrattiva singolare.
Questa consuetudine è ricca di significati simbolici legati al buio e alla luce che alludono alla vita che alla fine prevale sulla morte.
La pratica aveva un significato religioso, fortemente impresso nella sensibilità popolare soprattutto rurale.

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