I fascisti di Ripe.

I fascisti di Ripe.
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  • Data pubblicazione: 19/08/2011
  • Vincenzo Seri incontra alcuni fascisti di ritorno dal fronte.
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Teme una aggressione, ma i fascisti, anch'essi di Ripe, lo lasciano stare perché lo riconoscono. Anche altri anziani hanno narrato di come a volte il senso di appartenenza ad una comunità locale prevale sull'appartenenza ideologica, anche in una epoca di tensioni fortissime.
Una signora di Ripe racconta che un uomo ha aiutato un noto fascista a nascondersi salvandolo da una rappresaglia partigiana, non per lui, ma per le sue figlie che sarebbero rimaste orfane
Gli ha detto: "N'el fo per tem che n'el meriti, ma per cle du criatur", ossia, non lo faccio per te ma per le due creature, le figlie piccole.
Questo episodio si iscrive in una peculiare forma della memoria individuale e collettiva, nella quale si tende ad erigere una soglia protettiva invisibile tra il paese e il resto, tra il dentro e il fuori.
Questa dinamica è analizzata in un saggio di Filippo Colombara, intitolato "Storia dei vincitori e identità del nemico" pubblicato in AA. VV. Introduzione alla storia orale, a cura di Cesare Bermani, Roma, 1999, "...Quando il livello di violenza non è estremo e non si manifestano lacerazioni insanabili, la preoccupazione di entrambe le parti è la sopravvivenza delle comunità... Le progettualità politiche possono mutare, ma la proprietà della terra, le gerarchie sociali consolidatesi nei borghi, i rapporti parentali e di vicinato posseggono un maggiore radicamento, bruschi cambiamenti sono raramente condivisi..."
Nel caso descritto da Colombara in un piccolo paese del piemonte un giovane fascista va ad avvisare la madre di un partigiano di un imminente rastrellamento, intimandole di nasconderlo.

Ma anche piccoli paesi come Ripe sono stati teatro di scontri violenti tra partigiani e fascisti del posto. L'essere del posto diventa perciò una aggravante, che accresce la tensione e la ferocia.
Sulla base di queste narrazioni la violenza che proviene da "gente di fuori" risulta, in un certo senso, quasi più accettabile.

Vincenzo Seri, contadino, è nato nel 1918 ed è scomparso nel 2011, pochi giorni fa. Rivolgiamo un pensiero a Nicola e alla famiglia.
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